mercoledì 1 ottobre 2008

Lo stambecco nel Parco dello Stelvio


Lo stambecco, famoso e bellissimo mammifero, anticamente presente nelle zone del Parco, era scomparso prima del 1700. L'ambiente, in particolare la Val Zebrù nel settore lombardo, pareva essere particolarmente adatto ad una sua reintroduzione: così, tra il 1967 ed il 1968, sono stati immessi (provenienti dalla Riserva Svizzera), 29 capi.
L'esperimento ha avuto un grande successo, tanto che ora la popolazione supera gli 800 capi, facilmente avvistabili anche a distanza abbastanza ravvicinata, dato il carattere tranquillo dello stambecco.
Le corna nel maschio sono imponenti (anche oltre 1 metro di lunghezza) con grossi rilievi (anelli), mentre nelle femmine somigliano a quelle delle capre.

La marmotta nel Parco dello Stelvio

Facile da avvistare, anche a causa del caratteristico ed acutissimo fischio che emette quando è impaurita, la marmotta è molto diffusa nel Parco. Parente dello scoiattolo, al contrario di questo vive sul terreno e forma dei gruppi numerosi.
Scava lunghe tane: quelle estive abbastanza superficiali e con molte uscite, quelle invernali più profonde e con un'unica uscita, che viene accuratamente chiusa quando la marmotta cade in letargo insieme al suo gruppo.
In questo periodo, lungo anche sei mesi, la marmotta rallenta moltissimo le proprie funzioni vitali, senza mangiare né bere. Soltanto se la temperatura interna della tana scende sotto i 7 gradi la marmotta si sveglia per cercare un riparo più efficace.
In passato oggetto di una caccia spietata a causa della pelliccia e del grasso che veniva utilizzato come medicinale, oggi si sta diffondendo in molte zone del Parco. E' la preda principale dell'Aquila.

L'ermellino nel parco dello Stelvio

Bello e spietato, l'ermellino è un piccolo, agilissimo predatore capace di muoversi con destrezza sulla neve, tra le rocce, sugli alberi ed in acqua. Il colore mimetico e la velocità con cui si muove lo rendono particolarmente temibile per i piccoli animali e difficilmente avvistabile per i naturalisti.
La sua pregiatissima pelliccia lo ha fatto, in passato, oggetto di caccia spietata.

Il cervo nel Parco dello Stelvio

Grosso ed elegante, il cervo ha, nel maschio, corna imponenti e ramificate che ogni anno cadono per ricrescere nel periodo da marzo a giugno (le dimensioni delle nuove corna sono in genere maggiori delle vecchie)
Abita normalmente i boschi di conifere; in primavera ed in autunno si spinge a volte molto in basso, anche nei pressi dei centri abitati; d'estate, invece, risale talvolta sopra il limite arboreo.
I branchi sono composti da femmine e piccoli, mentre i maschi fanno vita solitaria, riunendosi al branco in autunno, al momento della riproduzione.
Verso la fine di maggio, nasce il piccolo cerbiatto con il manto a macchie bianche.

Il camoscio nel parco dello Stelvio

Il camoscio è molto diffuso nel Parco: dai sentieri nei fondovalle è relativamente facile, con un buon binocolo, scorgere branchi di femmine e piccoli o maschi solitari sui grandi pascoli sopra il limite arboreo. Più difficile è un avvistamento ravvicinato a causa della sua innata diffidenza.
La sua agilità è proverbiale: il camoscio è un ottimo arrampicatore, ama correre e giocare con i suoi simili, superando velocemente grandi dislivelli su pietraie e pareti rocciose apparentemente inaccessibili. predilige i pascoli alpini in quota.
Le corna, a uncino, nel maschio sono più massicce.
Vive di preferenza nei fondovalle, spesso tra le macchie di ontani lungo i fiumi.
Tra maggio e giugno nascono i piccoli, spesso gemelli.
Nel Parco il capriolo risente dell'"invadenza" del cervo: il numero dei caprioli, infatti, tende ad una costante diminuzione.

La volpe nel parco dello Stelvio

La volpe è l'unico carnivoro di una certa dimensione rimasto nel territorio del Parco, un tempo popolato anche da lupi ed orsi. Soltanto l'aquila può attaccare prede di dimensioni simili a quelle della volpe (e, a volte, la volpe stessa); certamente, però, i grandi erbivori sono fuori dalla loro portata.
Per la sua grande capacità di adattamento la volpe è avvistabile ovunque nel Parco: specialmente nelle ore notturne è relativamente facile vederla attraversare le strade o aggirarsi nei dintorni dei centri abitati alla ricerca di rifiuti o, meglio, di qualche pollaio incustodito.
Vive normalmente nel bosco, in tane ben nascoste, ma d'estate può spingersi anche a quote piuttosto elevate.
Verso maggio dà alla luce fino ad 8 piccoli.Essendo uno dei principali vettori della rabbia, il numero di volpi ha dovuto essere drasticamente ridotto alcuni anni or sono, in occasione di un'epidemia